Irlanda: visitare Newgrange significa tornare indietro di 5000 anni.

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Quando abbiamo percorso il vialetto con il pergolato per arrivare al Visitor Center di Brú na Bóinne (l’area sulla sponda a nord del fiume Boyne in cui sono stati ritrovate le necropoli di cui fanno parte Newgrange, Knowth e Dowth, quest’ultimo non visitabile) mi sembrava di essere in una di quelle attrazioni esotiche di Gardaland,tipo le Jungle Rapids o Fuga da Atlantide. C’era quell’atmosofera selvaggia che riporta alle antiche civiltà. E infatti, Newgrange è proprio questo. E’ la più famosa tra le tombe a corridoio d’Irlanda risalente alla Preistoria.

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Sulla mia cara amata guida avevo letto che nei mesi estivi Newgrange è particolarmente affollato e che spesso si creano lunghe code all’ingresso per cui bisogna aspettare ore per poter visitare il sito. Questo noi non potevamo permettercelo, avendo un programma particolarmente serrato per questo viaggio. Quindi scegliendo tatticamente un b&b a pochissimi minuti a piedi da Newgrange, siamo riusciti ad arrivare all’ingresso prima che aprisse (orario di apertura: 9.00, noi siamo arrivati intorno alle 8.40) e, senza troppa sorpresa, c’era già una decina di persone in fila. Il Visitor Center ricorda la forma del tumulo, con fontane prima dell’ingresso e tanto verde tutto intorno. Alle 9 in punto gli addetti hanno aperto le grandi porte di vetro e ci hanno fatto entrare per fare i biglietti. L’iter funziona così: mentre si è in coda, passano alcuni signori dello staff che ti chiedono cosa vuoi vedere (si può scegliere se vedere solo Newgrange o se si vuole visitare anche Knowth, l’altro altro tumulo); in base alla scelta ti assegnano l’orario del tour a cui dovrai partecipare. Noi abbiamo scelto di visitare solo Newgrange e siamo entrati nel primissimo tour guidato delle ore 9.15. Una volta che ti appiccicano il bollino con l’orario del tour sulla giacca, prosegue l’attesa per la cassa e per il pagamento. Il biglietto per Newgrange + museo Visitor Center costa 6 euro. Il museo lo abbiamo lasciato per il ritorno perchè per raggiungere la fermata del bus per il tour guidato bisognava fare ancora un pezzettino a piedi. Usciti dal visitor center, ci siamo incamminati su una stradina tra i prati, passando su un fiumiciattolo e guardando le mucche pascolare sotto un cielo grigio. Giunti alla fermata c’era un piccolo bus vecchiotto ad attenderci, siamo saliti e via, verso la Preistoria! Sulla strada verso Newgrange, abbiamo visto altri tumuli più piccoli, tutti coperti di erba e circondati da bassi muretti.

Arrivati in prossimità di Newgrange, lo si scorge sulla collinetta e non gli stacchi più gli occhi di dosso.

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E’ così grosso, così imponente. Impazienti di avvicinarci, tutti abbiamo cominciato a scattare qualche foto finchè non è arrivata la nostra guida che, finalmente, ci ha portati lì vicino. Ha esordito la spiegazione facendoci notare che siamo stati fortunati perchè non pioveva, visto che la maggior parte della spiegazione avviene all’esterno senza alcun tipo di riparo. Newgrange è stato costruito nel 3200 a.C. (lo ripeto: tremiladuecento avanticristo) dai popoli antichi con grosse pietre e materiali che recuperavano dalle zone circostanti anche 30/40 km. Immaginatevi che sforzo sovrumano dovevano aver fatto per trasportare sassi giganteschi, facendoli rotolare su delle assi di legno o legandole con delle corde e trascinandoli. Incredibile. Davanti all’ingresso c’è un’enorme pietra con delle incisioni a spirale, la Threshold Stone: la guida ci ha spiegato che ancora oggi non si sa quale sia il significato di quelle incisioni e che ci sono diverse ipotesi (stanno ad indicare la suddivisione dei campi, indicano l’allineamento del sole durante il solstizio d’inverno, ecc).

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Poi siamo entrati e, per me, è stata la parte più emozionante. Il tunnel che porta alla camera sepolcrale interna, lungo 19 metri, è stretto e basso infatti ad un certo punto bisogna chinarsi e mettersi di lato per riuscire a passare (la guida ha consigliato ai claustrofobici di stare per ultimi nella fila in modo da poter tornare indietro in fretta in caso di malessere). Si passa tra le grosse pietre che compongono il piccolo passaggio e si arriva dentro il cuore del tumulo dov’è c’è pochissima luce. Fa anche un po’ impressione perchè all’interno si vedono tutti questi enormi massi incastrati l’un con l’altro fino alla cupola soprastante ed effettivamente l’effetto è un po’ quello del topo in trappola. All’interno non si possono fare foto per cui, purtroppo, non ho nulla per ricordo nè da mostrare (ma se cercate immgini su internet, qualcosa salta fuori). La camera interna veniva usata sia per seppellire i defunti (sono state ritrovate delle ossa) sia per riti spirituali, quindi come tempio. Non vi ho detto che appena sopra l’ingresso al tumulo, c’è una finestrella che durante il solstizio d’inverno (21 dicembre) fa penetrare la luce al sorgere del sole ed illumina tutto il tunnel e la camera sepolcrale. Addirittura, è possibile partecipare all’evento il 21 dicembre ma si deve prima vincere una lotteria data la disponibilità limitata dei posti (se poi il cielo è nuvoloso, mi dispiace per voi). Noi siamo stati lì il 9 di agosto quindi era tutt’altro che il solstizio d’inverno ma, con una torcia installata vicino alla finestrella, la guida ci ha fatto vedere cosa succede il 21 di dicembre, simulando il sorgere del sole. Dal buio pesto, mano a mano un fascio di luce, dapprima fioco e poi sempre più brillante, ha riempito il tunnel e poi la camera andando ad illuminare la parete di fronte all’ingresso. Una magia. Immagino essere lì al solstizio, quello vero. Dev’essere un’esperienza da pelle d’oca.

Terminata la visita guidata (dura circa 1h), si può girare liberamente in quella porzione di campo: noi abbiamo fatto il giro completo del tumulo, osservando altre pietro incise lungo la circonferenza e poi abbiamo curiosato nel prato antistante dove ci sono dei piccoli paletti di pietra ad indicare un altro luogo di sepoltura.

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Terminata la visita, siamo risaliti sul bus per tornare al visitor center e fare un giretto nel museo. Non è molto grande ma è ben fatto. Si trovano spiegazioni su come ha avuto origine Newgrange, sulle abitazioni dei preistorici, sui loro modi di sopravvivenza.

E’ una visita che vale certamente la pena fare se si va in Irlanda. Del resto non capita tutti i giorni di trovarsi di fronte ad una costruzione così imponente e così arcaica, dove ci si trova catapultati indietro nella storia di ben 5000 anni.

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13 risposte a Irlanda: visitare Newgrange significa tornare indietro di 5000 anni.

  1. UrsaMinor ha detto:

    Che fascino! Mi chiedo però come sia possibile che ancora certe cose siano senza risposta (tipo anche il sito di Stonehenge e similari).
    Quando ho letto il termine “preistoria” e quando ho visto la seconda foto con il vialetto con la rete elettrosaldata sul soffitto ho pensato che fossi andata a visitare Jurassic Park! 😀 😀
    A presto!

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  2. Silvia Demick ha detto:

    Mi mangio le mani per tutte le volte che in Irlanda ho deciso di non visitare Newgrange per evitare le code! Mi sono persa qualcosa di spettacolare.
    Ottima l’idea di dormire a pochi minuti di lì in modo da essere i primi, ti copierò per la prossima volta 🙂

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  3. Valentina ha detto:

    Che emozione!!! Aspettavo con ansia il post su Newgrange. .. devo andarci assolutamente, é un rimpianto troppo grande e me l’ hai confermato! Ah…che darei per poter partire! L’ interno é molto angusto? … questo un po’ mi preoccupa…

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    • Solo l’ultimo tratto del tunnel è molto stretto…dentro il soffitto è abbastanza alto ma, essendo costituito di grossi massi incastrati l’un con l’altro, l’effetto è quello di essere sotto ad un muro crollato…e poi si è in 20 persone in uno spazio ristretto…ma, a mio parere, devi proprio soffrire di claustrofobia per non entrarci. 🙂

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  4. Meridiano307 ha detto:

    Che esperienza suggestiva che dev’essere stata..credo che avrei la pelle d’ca per giorni da tanta sarebbe l’emozione.

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  5. Roberta ha detto:

    Ma lo sai che questo luogo mi è sfuggito!? Mannaggia, quante cose ci sono da vedere in Irlanda. Deve essere stata un’esperienza surreale 🙂

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