Seghe mentali pre-partenza

Ho ancora delle cose sparse per la casa, lo zaino aperto mezzo vuoto, ho fatto la doccia e volevo scrivere l’articolo su San Francisco che ho in mente di scrivere da non so quanto tempo. Ma nemmeno oggi riuscirò a scriverlo, perchè so già che non sarà così semplice metter giù cos’è stata quella città.

E allora preferisco lasciar perdere perchè quando scrivo qualcosa di importante voglio avere la mente libera e sgombera dai pensieri. Adesso, però, sono in fase pre-partenza e di pensieri nel cervello ne ho troppi. Continuo a flagellarmi pensando che stasera danno temporali a Malpensa e chissà se il volo partirà, se partirà in orario, se il decollo sarà da paura o, se alla fine, le previsioni avranno sbagliato e andrà tutto liscio.

Oltre a questo, c’è anche il meteo di Bilbao che non preannuncia niente di buono. Pioggia per tutti e due i giorni in cui saremo lì. So perfettamente che quando si programma un viaggio non si può mai sapere il tempo che farà e quello che c’è, ti becchi. Lo so. Però sto andando in Spagna e io pensavo di andarci con la giacchetta primaverile e di trovare delle belle giornate primaverili di sole caldo.

Eh no.

Lì piove, perchè non sei in Spagna, sei nei Paesi Baschi. Così mi ha detto mia sorella che è lì in Erasmus.

Quindi mi sento un po’ così, in sospeso, come una che non sa se continuare a sperare che le cose possano migliorare o se arrendermi alle cose che non si possono controllare e viversela come verrà.

In entrambi i casi, rivedrò mia sorella che non vedo da 2 mesi e mezzo e questo basta.

Spero che al mio rientro possa rileggere questo post e dirmi che sono una grandissima stupida.

 

 

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8 risposte a Seghe mentali pre-partenza

  1. I'll be right back ha detto:

    Nel dubbio, in insieme di entrambe le cose: continuare a sperare, ma intanto godersi e accettare quel che viene! 😊😊

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  2. ChiaraPaglio ha detto:

    Buon viaggio e non impanicarti! 🙂

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  3. Oddio, hai scritto una cosa così simile a quel che ho pensato io negli ultimi giorni.
    Per un mese e mezzo prima di partire per Edimburgo ho pensato,organizzato,controllato il meteo, controllato gli itinerari per poter vedere il maggior numero di cose, controllato di nuovo il meteo, panico da pioggia, speranza, panico, speranza, panico. Fatto sta che quando sono arrivata lì , il giorno del mio compleanno, ero davvero elettrica..e invece di godermela mi stavo preoccupando per un sacco di cose.. Stefano me lo ha fatto notare e alla fine , la sera, al ristorante, ho ammesso che quel primo giorno in viaggio non me l’ero goduto quasi per niente e che mi era salita davvero l’ansia. Ne abbiamo parlato un pochino e così alla fine sono arrivata a dirmi “basta, take it slowly”.
    L’emozione da viaggio ma anche il cercare di fotografare il più possibile, riprendere il più possibile, aggiornare i social, preoccuparsi che tutto fili liscio, stavano creando in me una bomba atomica che quasi stava protando a rovinarmi il compleanno ed il viaggio.
    Il giorno dopo però me lo sono goduto davvero di più , con più calma e con la mente libera. Che è quello che ci vuole. Come va va.
    Scusa il commento infinito cara e divertiti!
    Un bacione 🙂

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