Yosemite NP, un parco da vivere a pieni polmoni

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Ok, ammetto che sono un po’ in difficoltà nello scrivere questo articolo sullo Yosemite National Park. Non so se è stato il caldo della Death Valley o l’accumularsi delle cose viste nei giorni precedenti, ma non ricordo tutti i nomi dei posti che abbiamo visitato all’interno del parco e penso che il mio fidato Google mi saprà essere d’aiuto.
Ergo, se siete in cerca di informazioni dettagliate, percorsi o cose del genere, questo è il posto sbagliato. Cambiate blog.

Come si può immaginare, è un parco enorme infatti per noi che ci siamo fermati solo un giorno è stato impossibile vederlo tutto. Il nostro motel (Yosemite Gateway Motel con vista sul Mono Lake) si trovava a Lee Vining, piccolissimo paese a ridosso dell’ingresso est del parco, per cui siamo entrati percorrendo la Tioga Road che lo taglia orizzontalmente fino a proseguire a ovest verso San Francisco.
Dopo il classico rito del “Salve!” con presentazione della tessera per l’entrata ai parchi e “Volete la mappa?” “Sì, grazie”, ci siamo addentrati dentro un tripudio di verde, di foreste e di montagne e di laghetti. Come ambientazione, per intenderci, può essere simile a quella dei nostri parchi alpini.

Ci siamo fermati ad un primo piccolo lago a fare delle foto e a respirare a pieni polmoni la tanto desiderata aria fresca. La giornata era bella quindi anche il calore del sole era gradevole.

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La tappa successiva sono state delle sorgenti di acqua “ferrosa” rossastra (notare il nome tecnico) che sgorgavano naturalmente dal terreno. Abbiamo parcheggiato la macchina in uno spiazzo sterrato dove c’erano 2 tavolini in legno da pic-nic, degli armadietti in ferro e un cartello con scritto “Attenzione, gli orsi possono fare danni” e in cui avvertivano di non lasciare cibo incustodito in auto. Ah, bene, gli orsi. Anche se non avessi voluto pensare all’eventualità di un incontro con un orso, ora dovevo pensarci, eccome! Per colpa di quel cartello, ho fatto tutto il sentiero con il cuore in gola ad ogni piccolo rumorino. Se avessi potuto, avrei anche girato gli occhi a 360 gradi per vedere ciò che accadeva dietro di me. Bello il parco, bello tutto, ma non avrei mai voluto finire sbranata da un orso. Piano piano mi sono tranquillizzata e di orsi non ne ho visti – leggendo la guida ho anche scoperto che è una rarità incontrarli perché allo Yosemite ce ne sono pochi. Sospiro di sollievo. In compenso però abbiamo visto tanti cerbiatti e cervi, un coyote e una marmotta.

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Le sorgenti di acqua rossastra erano in un’ampia area erbosa e sgorgavano dalla terra color mattone. Da qui, abbiamo proseguito a piedi verso un altro laghetto con un ponte in legno da cui ho fatto delle foto bellissime. Il mondo che c’era in quel posto si specchiava nelle acque ferme del lago ed era come se tutto fosse doppio e opposto. Grazie al sole, i colori erano vivaci, dall’azzurro intenso del cielo al verde brillante dei pini.

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Tornati alla macchina, abbiamo proseguito e siamo arrivati ad un altro lago, Tenaya Lake, stavolta più grande. Questo aveva il colore del mare, una piccola spiaggetta di sabbia e sassi si tuffava nelle sue acque dandogli un colore cristallino dove il livello era ancora basso. Intorno foreste di pini e imponenti montagne grigie facevano da cornice a questo incanto. Quando siamo arrivati noi, nell’aria c’era del fumo e la vista soprattutto verso le montagne era un po’ offuscata. Probabilmente c’era stato qualche incendio, abbiamo pensato. Io non mi sono fatta pregare due volte e in pochi secondi ero già a piedi nudi dentro l’acqua fresca a bagnarmi un po’.

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Lasciato il lago, salendo un po’, siamo arrivati ad Olmsted Point, dove ci siamo trovati davanti a delle grosse rocce granitiche piatte con una bellissima vista su parte del parco.

Abbiamo proseguito ancora e dopo un po’ di strada abbiamo trovato i punti panoramici più suggestivi e più incredibili! Prima Tunnel View, da cui ai nostri piedi si è aperto un vero e proprio tappeto verde di alberi che si infrange contro le pareti delle montagne in lontananza e da dove si può ammirare El Capitan, una montagna alta 2300 metri considerata sacra dagli antichi e amatissima dagli scalatori. Una vista da cartolina.

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Però è a Glacier Point che ti senti davvero il padrone del mondo. Per arrivarci ci abbiamo messo un secolo, la strada piena di curve non finiva più. Però, poi, quando parcheggi e scendi e guardi…ti sei già dimenticato di tutto. Natura a tutto spiano e l’Half Dome è lì davanti a te, maestoso e imponente, con la sua forma un po’ bizzarra. Dai vari punti di osservazione si vedevano le valli che percorrono il parco, si intravedeva qualche cascata – anche se in quel periodo molte erano asciutte – e tutto si perdeva all’orizzonte. Qui, a differenza di tutti gli altri parchi dove siamo stati, c’era un bar che vendeva un po’ di tutto e noi non ci siamo fatti scappare un gelato confezionato che ci siamo gustati con quel bel panorama e con a fianco uno scoiattolo ciccione che cercava cibo dai turisti appena usciti dal bar.

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L’unica delusione che abbiamo avuto è che il Mariposa Grove of the Giant Sequoias, la foresta delle sequoie giganti, era chiusa quindi abbiamo dovuto fare dietro-front rimanendo a bocca asciutta.

Abbiamo anche fatto un giro vicino allo Yosemite Village, dove ci sono tutti gli alloggi per coloro che vogliono soggiornare all’interno del parco, e ci siamo diretti verso l’uscita del parco al tramonto che ci ha regalato altri fantastici scorci.

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Guidando fuori dal parco, si è fatto buio pesto e noi non avevamo un posto dove dormire. Ci siamo fermati a mangiare in un tipico locale americano sperduto nel nulla, con i sedili in pelle azzurri. Il nostro secondo pensiero, dopo la cena, sarebbe stato il motel per la notte che abbiamo trovato dopo due ore di guida senza la benché minima luce su una strada tutte curve. Un po’ per l’ansia, un po’ per la stanchezza ci siamo addormentati come sassi in men che non si dica.

Poche ore ci separavano dal nostro arrivo a San Francisco.

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9 risposte a Yosemite NP, un parco da vivere a pieni polmoni

  1. silviademick ha detto:

    Wow, che vista spettacolare! Dai, però peccato per l’orso: non sarebbe stato male vederne uno da lontano 😉

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  2. Che posto spettacolare Sara! Anche solo le foto sarebbero bastate a descriverne a pieno la bellezza, il tuo articolo poi ancor di più ci permette di capire quanto sarebbe bello poterlo visitare! *__*

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  3. manu ha detto:

    Non ho seguito il tuo consiglio non ho cambiato blog XD XD bell’articolo…non ci siamo stati – per il momento – ma è un luogo che vorrei tanto vedere.

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  4. Fabiana ha detto:

    Un posto splendido! Non sono mai stata in America, ma questa è una tappa che inserirei in un itinerario se dovessi mai andarci 🙂

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  5. Pingback: [Mini-Guida]USA: Itinerario e costi di un viaggio nella West Coast | Bagaglio a Mano Rulez

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