Le sorprese della Death Valley

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La Death Valley non riuscivo proprio a immaginarmela. Non sapevo che forme potesse avere, se fosse piatta o con delle montagne; non sapevo se fosse di un colore solo o se avesse delle sfumature; non sapevo se fosse tutta di sabbia e se fosse costellata da teschi di esseri morti in cerca di acqua. Andarci ad agosto non è di certo il periodo migliore, le temperature sono veramente alte e in molti posti ci sono dei cartelli che sconsigliano di avventurarsi a piedi dopo le 10 del mattino anche se, a dire il vero, alle 8 si crepa già di caldo e non ti passa manco per l’anticamera del cervello di camminare su sentieri roventi.
La nostra avventura lì è stata segnata da un allineamento di pianeti sciagurato o semplicemente da una consistente concentrazione di sfiga che ha fatto rompere il condizionatore della macchina e ha reso molto – e dico, MOLTO – più difficile la nostra visita al parco (temperatura esterna 49 gradi).


Nonostante le difficoltà tecniche, la Valle della Morte è qualcosa di spettacolare perché è un posto che ha dell’incredibile, non ci sono storie. Non è monotona come si potrebbe pensare e, anzi, è piena di forme e di fattezze tutte diverse. Ci sono zone montuose che si alternano ad aree completamente piatte, rocce che lasciano il posto a distese di terra e sabbia. Si gira tranquillamente in macchina, ci sono strade asfaltate che portano ai punti di principale interesse e strade sterrate dove è meglio andare solo se si è sicuri di potercela fare.

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Per averne un’idea dall’alto, siamo andati a Dante’s View (1669 mt) da dove si ha un panorama bellissimo sulla Valle, su Devil Golf Course e, camminando per un po’ sulla dorsale del picco, su  Badwater Basin e sulle zone circostanti. Il sole batteva forte e i colori erano resi leggermente offuscati dalla luce di mezzogiorno, tutto tendeva al beige chiaro e diventava bianco nei punti dei laghi salati, come quello di Badwater che è una depressione al di sotto del livello del mare (86 metri) ed è il punto più basso dalla Valley.

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Quando siete a Badwater, potrete vedere un cartello piantato sulla roccia sopra di voi che indica il “Sea level” e voi vi ritrovate un bel po’ sotto. Tipo che se lì arrivasse il mare, voi sareste in apnea sott’acqua. Poi si può passeggiare sopra la distesa salata del lago prosciugato e intanto pensare che si è in un posto unico al mondo. Noi ci siamo stati poco perché la pelle a momenti si incendiava e in più soffiava una leggera brezza bollente che rendeva tutto poco sopportabile. Che poi con il nostro problemino, non è che salendo in macchina la situazione fosse tanto di sollievo.

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Ci sono altri 3 posti meravigliosi nella Death Valley che io ho amato tanto tanto e che sono tutti diversi l’uno dall’altro:

Zabriskie Point: da una terrazza raggiungibile a piedi, l’incredulità per ciò che si ha davanti agli occhi prende il sopravvento in pochi secondi. Un paesaggio che sembra alieno, colline giallastre che si estendono nella zona tutta intorno e dalla conformazione perfetta degna di una scultura o di un dipinto. Sembrano disegnate da una mano decisa e al tempo stesso lieve, dal tratto di un pennello armonioso che scorre su una tela a suono di una musica dolce.

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Artist’s Drive: una strada percorribile in auto, dove si passa attraverso delle rocce colorate. Sì! Ci sono tinte rosa, verdi, azzurre come tempere su una tavolozza di un pittore. Chi l’avrebbe mai pensato che in un posto che si chiama Valle della Morte potessero esserci dei colori? Eppure è così. Così pazzesco da lasciarti incantato per tutto il tragitto.

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Sand Dunes: catapultati letteralmente nel deserto. Quando sono entrata in questa zona, sprofondavo in dune di sabbia, un’enorme distesa, proprio come quelle del Sahara. Ci siamo anche divertiti a cercare le tracce di animali che erano passati di lì: si vedevano le zampettine di lucertole, tracce di coyote e anche qualche orma di uccelli.

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Invece, l’aria condizionata si è rotta esattamente in un posto che si chiama Devil Golf Course, dove il terreno è totalmente formato da grosse zolle ed è fatto di cloruro di sodio. Avete presente quando i campi sono spaccati dalle grosse siccità? Ecco, uguale. Fa talmente impressione che ti verrebbe voglia di fare la danza della pioggia per farlo ripigliare un po’. Noi con la macchina siamo arrivati fino al parcheggio che sta al centro di questo Campo da Golf del Diavolo, siamo scesi, abbiamo ammirato da vicino questo particolare terreno e quando siamo risaliti in macchina..puf.. il fresco ci ha abbandonati.

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Se decidete di dormire nel parco, come abbiamo fatto noi, potete fermarvi al Furnace Creek Ranch, un posto stile campeggio formato da bungalow, con ristorante, piccolo museo e minimarket. Ci siamo rifugiati lì nel tardo pomeriggio per riprendere un po’ di fiato con l’aria condizionata in stanza. Ne abbiamo anche approfittato per fare un po’ di bucato che si è asciugato nel tempo record di 15 minuti. E non sto scherzando. Dopo cena, abbiamo anche pensato di poterci rinfrescare nella piscina del ranch ma più che acqua fresca sembrava di essere alle terme. Persino l’acqua del gabinetto era calda e anche azionando al massimo la manopola blu del rubinetto non c’era verso di trovare dell’acqua fresca. Una condanna.

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Prima di andare a dormire, con la macchina, ci siamo spostati un po’ per guardare il cielo stellato nel buio più completo e, anche se c’era la luna piena a illuminare la notte, lo spettacolo è stato fantastico. Cavoli, ero nella Death Valley, pensavo. Non c’era una luce, non c’era un rumore – fortunatamente non c’era nemmeno un serpente – e si stava bene. Tutto questo splendore ripagava in toto le fatiche affrontate durante la giornata appena trascorsa per colpa della calura, del sole e dell’aridità.

Il giorno dopo siamo ripartiti abbastanza presto per uscire dal parco e dirigerci verso la meta successiva che avremmo raggiunto a metà pomeriggio: lo Yosemite Park. Già pregustavamo la frescura della montagna e dei boschi che ci faceva sopportare meglio l’aria quasi soffocante della Death. Passando ancora per lande deserte, terre secche, zone saline, eravamo in cerca di cactus da fotografare. Con mia grandissima delusione, non ne abbiamo incrociato nemmeno uno. Il dubbio mi è rimasto: ma i cactus ci sono o no nella Death Valley? Potrebbe sempre essere una scusa per tornarci e scoprirlo.

Non ad agosto, però.

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17 risposte a Le sorprese della Death Valley

  1. Emme ha detto:

    Carissima, il progetto di viaggio negli States si sta facendo via via più reale, questi tuoi post quindi sono cibo ghiotto per me! Sono ancora in fase di esplorazione, al momento grossomodo l’idea è di arrivare a San Francisco per poi noleggiare una macchina e attraversare gli States fino a Chicago e tornare in Italia da lì. Il desiderio sarebbe quello di vedere parchi e deserti, ma devo ancora ragionare su come mettere tutto in fila in ordine sensato, ad es. sarebbe bello visitare sia Yellowston che il Grand Canyon, ma sono uno un po’ fuori mano rispetto all’altro… immagino dovremo operare una scelta, ma devo ancora documentarmi bene 🙂

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    • Sara ha detto:

      Cavoli, sarebbe un giro bellissimo! Purtroppo noi lo Yellowstone abbiamo dovuto tralasciarlo perché troppo fuori dal nostro itinerario e 15 giorni sono stati pochi…quando il tempo non è molto bisogna fare delle scelte! In ogni caso, se vuoi qualche consiglio e posso aiutarti, scrivimi pure! Un abbraccio

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  2. Futura ha detto:

    Wow fantastico! Grazie del consiglio, ci andrò con temperature più sopportabili anche perché so già che sarà dura spostarmi dal Badwater Basin! 😀

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    • Sara ha detto:

      Ad agosto è impossibile girarlo bene! Non si resiste a lungo a quelle temperature…e anche qualsiasi tipo di escursione che duri più di 5 minuti è un’impresa sovrumana. In altre stagioni penso si possa godere meglio di tutte le sue bellezze 🙂

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  3. Elisadg ha detto:

    Se non visiti la Death Valley ad agosto non sei nessuno! Puoi dichiararti una vera dura! Ahahahah a parte gli scherzi, bellissimo! Il contrasto tra cielo e terra é spettacolare.

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  4. ursaeminor ha detto:

    Ma perfetto! Siamo sulla stessa folle linea d’onda: io Praga a febbraio e tu Death Valley ad agosto!
    Adoro questa tipologia di landscapes. Che contrasti cielo-terra magnifici.
    Carinissimo anche il lodge: il portico, la sedia a dondolo, la portafinestra per far entrare il serial killer…proprio come nei thriller/horror XD!
    Scherzo! Beata te che bella esperienza!

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    • Sara ha detto:

      Tu scherzi ma sai che nel motel dove abbiamo dormito vicino allo Yosemite Park ho fatto tutta notte a pensare che un ladro potesse entrare con una spallata alla porticina di legno..chissà perchè poi! 😀 Sì, nonostante tutto, è stata un’esperienza indimenticabile 🙂

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  5. ChiaraPaglio ha detto:

    Bellissimo articolo! Le tue parole mi hanno catapultato in un paesaggio che non vedrò ancora per molti anni o che forse (tristezza) non vedrò mai. Gli USA sono il sogno un po’ di tutti i viaggiatori, ma realizzare il sogno non è da tutti. Grazie per questo racconto 🙂

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    • Sara ha detto:

      Grazie a te per aver dedicato un po’di tempo al mio articolo! Mai dire mai! Io fino a 8 mesi prima di partire non avrei mai pensato di andare in America…e invece! ☺ Vedrai che potrai realizzare questo sogno!

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  6. Che bella! Anche se devo dire che queste temperature così alte mi spaventano un po, e che fra la death valley e il gran canyon ci attira sempre di più quest ultimo! 😅 Ma sicuramente non mancheremo di visitarla quando ne avremo l’opportunità e il tuo racconto è bellissimo! Un bacio cara 😘

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    • Sara ha detto:

      Sono entrambi due must del West americano! Ho scritto anche un post sul Grand Canyon, se ti interessa leggerlo ☺ una volta che sei li vorresti fare incetta di tutti i posti! Io ho lasciato un pezzo di cuore ovunque e chissà se potrò tornare a vedere quello che non ho potuto… un abbraccio

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  7. I'll be right back ha detto:

    Leggere questo post mi ha emozionato, perché praticamente io l’avrei scritto uguale! Mi hai riportato indietro nel tempo e fatto rivivere quelle emozioni: il caldo asfissiante di agosto, un gran bell’inconveniente prima di arrivare alla Death Valley, la disperazione, poi l’alba e…tutta questa bellezza che ti si para davanti. Ho adorato Artist’s Drive, ma anche tutto il resto, senza alcuna eccezione. Io nella Death Valley ci tornerei anche domani…anche se fosse (di nuovo) agosto!! 🙂
    Grazie per questo tuffo nei ricordi!

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    • Sara ha detto:

      Spero non ti sia successo nulla di grave ma la Death Valley è uno di quei posti dove speri non ti succeda niente di troppo drammatico. È un posto meraviglioso e per noi è stato una rivelazione! Non mi aspettavo davvero che potesse avere così tante facce 🙂 ne ho nostalgia, lo ammetto.

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      • I'll be right back ha detto:

        Niente di grave, se non una specie di attacco di panico perché io e la mia amica stavamo guidando di notte in mezzo al deserto e a quel paesaggio lunare, senza quasi benzina e senza cellulare, avendo le visioni per i litri di red bull bevuta per stare sveglie… una roba così ahaha però sì, è un posto davvero unico!! In tutti i sensi 🙂

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