Milano, si odia o si ama. Il mio viaggio.

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A Milano non ci sono mai andata da turista. Dista poco più di mezz’ora di macchina da casa mia oppure una 40ina di minuti di treno. A parte le varie gite scolastiche, ho iniziato a frequentare assiduamente Milano quando ho iniziato i miei studi universitari. Milano è una città che mi ha rapito sin da subito: il suo incessante fermento, la sua multiculturalità, il suo perenne brulicare di persone mi hanno da sempre fatto battere il cuore perché, per me, questa metropoli è simbolo di emancipazione e di indipendenza. Quando studiavo, mi sarebbe tanto piaciuto avere una stanza in affitto in condivisione con altri studenti e un po’ invidiavo quelle mie compagne di corso che vivevano senza genitori in una città così grande, dove potevano gestirsi autonomamente la propria vita, andare alle feste di sera o a qualche concerto e assaporare appieno la vita milanese.

Terminati gli studi, ho cominciato anche a lavorare a Milano. Ogni giorno viaggiavo in treno per raggiungerla e in quei viaggi, a poco a poco, ho costruito un pezzetto di me. E man mano che passava il tempo, cominciavo a perdere i miei abiti da provincialotta e cominciavo a entrare sempre di più nell’ottica della città: girare con i mezzi pubblici era il mio pane quotidiano, vestirmi con abiti carini per andare in ufficio mi faceva sentire bene, chiedere quando non sapevo che direzione prendere non mi faceva sentire in imbarazzo (per una persona timida come me era un grosso passo avanti) oppure rispondere a chi le informazioni le chiedeva a me, mi faceva sentire sicura di me stessa.

Di Milano ho sempre amato il viavai di Porta Venezia e Corso Buenos Aires, una delle vie più commerciali con i suoi numerosi negozi di ultima tendenza, dove spesso vagavo in pausa pranzo quando volevo starmene con i miei pensieri o quando, invece, andavo in cerca di distrazioni; ho amato le Colonne di San Lorenzo che davano un’aria di antichità a quella piazzetta vicino a Corso di Porta Ticinese, dove passavo tutte le volte che volevo svagarmi in via Torino, una delle vie principali per lo shopping, che mi portava poi verso il Duomo, fulcro della vita milanese con la sua grossa piazza sempre piena di gente.

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Il Castello Sforzesco è qualcosa di grandioso, si erge maestosamente tra le mura che lo circondano ed è una delle vie di accesso al Parco Sempione dove è piacevole passeggiare le sere d’estate, tra le risate dei ragazzi che possono far tardi perché la scuola è finita e tra gli amanti della corsa che scaricano lo stress dopo una giornata pesante.

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Per un aperitivo, ho sempre scelto uno dei tanti locali di Corso Sempione dove troneggia l’Arco della Pace, che si trova esattamente al lato opposto del parco rispetto al castello.

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Anche la zona dei Navigli e della nuova Darsena trasmettono tutto il loro incanto quando si passeggia lungo i canali, sopra i ponticelli per arrivare alla darsena appena rimodernizzata, diventata punto d’incontro della movida milanese. Quando ci sono andata la prima volta ne sono rimasta estasiata! C’era gente sdraiata che prendeva il sole, alcuni pucciavano i piedi nell’acqua seduti sui bordi. C’era aria di novità, aria festosa e che metteva il buonumore con estrema facilità. Sembrava di essere in un’oasi ben lontana dallo stress cittadino.

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E poi c’è lei, Porta Nuova con i suoi nuovi grattacieli che svettano sopra Milano, che con i loro vetri lucenti le danno quell’aria di big city mondiale. Questi palazzoni sovrastano Piazza Gae Aulenti, dove si respira modernità all’ennesima potenza. Non sembra nemmeno di essere in Italia, io ho sempre la sensazione di essere catapultata in qualche città europea all’avanguardia.

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Milano per me ha significato molto, ha significato evoluzione, ha significato crescita e consapevolezza. Per me Milano è stata un viaggio che ho fatto con me stessa e dentro me stessa. E’ una città a me cara, che mi ha dato tanto. Mi ha sbattuto in mezzo alle difficoltà della quotidianità, mi ha messo alla prova ma, alla fine, non ho potuto far altro che amarla. A Milano ho trovato l’amore, ho trovato sofferenza, delusione, ho trovato parole amiche, spalle su cui piangere e felicità. E’ un posto dove mi piace tornare, dove sento di essere a casa, in un certo senso.

Si dice che o la odi o la ami. Per molti è solo una città grigia e frenetica. Per me è una parte di vita. E di cuore.

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2 risposte a Milano, si odia o si ama. Il mio viaggio.

  1. SimonePols ha detto:

    5 anni di università e un anno da lavoratore, tutti come pendolare.. mi hai riportato indietro qualche anno con il tuo racconto in cui mi ritrovo molto (e io sono stranostalgico in generale).

    Città che anche a me ha dato moltissimo e che in effetti ho conosciuto e scoperto pezzo pezzo e ho molto più vissuto che visitato.

    Milano si odia per lo stress e la vita troppo frenetica.. ma la verità è che si ama! Milan, l’è un gran Milan del resto no?

    E io quando rientro in Italia non posso non passare a salutare la Madunina (-:

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    • Sara ha detto:

      Giusto, l’espressione corretta è “ho molto più vissuto che visitato”. Calza a pennello 🙂 Tra amore e odio (che si prova per forza nei confronti di Milano) prevale l’amore e ci torno sempre volentieri!

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