Los Angeles, cinema e…? …

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“Siamo a Los Angeles, siamo a LOS ANGELES, SIAMO A LOS ANGELEEESSSS”! E’ iniziata così la nostra presa di coscienza di essere lì per davvero. Di essere in America, negli Stati Uniti. Ce lo ripetevamo a vicenda per farci rendere conto che il nostro sogno, in quel momento, era diventato realtà. Tirato indietro l’orologio di 9 ore, torniamo indietro nel tempo e ci ritroviamo alle 16.30 (per comodità, ho tenuto l’orologio al polso puntato sull’ora italiana, tanto per avere un’idea di che ore fossero per i miei e per gestire con più velocità i contatti con la madrepatria e invece il cellulare con l’orario americano). Fuori dall’aeroporto, prendiamo il pullmino della Hertz che porta all’autonoleggio dove ritiriamo la nostra macchina: ovviamente la macchina che avevamo prenotato (una specie di SUV della DODGE, per trattarci bene) non era disponibile e volevano rifilarci un cacchio di Transit o qualche scarcassone simile, che abbiamo rifiutato, anche per via del viaggio che avremmo dovuto affrontare.

E quindi vai con l’upgrade della categoria e vai con la strisciata della carta! Alla fine abbiamo preso un SUV della Chevrolet che ci è costato, per 15 giorni, 1320 euro. A proposito di macchine, una cosa che si nota subito a LA (e penso un po’ in tutta America) è che lì le utilitarie non sanno manco cosa siano. Hanno tutti questi macchinoni giganteschi a cui attaccano qualsiasi cosa, camper, roulotte, carrelli (sembrano in trasloco perenne!) macchine grandi per strade grandi.

Capiamo subito che il traffico la fa da padrone (forse complice il fatto che è sabato, ma non ne sono così sicura) e che i mezzi pubblici non esistono. Percorrendo queste immense strade di 3/4 corsie per lato, ci avviamo verso il nostro motel che ci avrebbe ospitato per una notte. Avevamo deciso di restare una sola notte perchè, a detta altrui, a LA non c’è granchè da vedere. E io mi sono fidata. Abbiamo pernottato al Motel 6 Hollywood, praticamente attaccato all’Hollywood Blvd, la strada più famosa di Los Angeles, quella con le stelle per terra. Motel modesto, pulito, con tutto il necessario (a parte l’asciugacapelli! Apro la parentesi dell'”ansia da asciugacapelli” perchè non me l’ero portato dietro, pensando con ottimismo “massì, lo troverò in tutti i motel..”..ma siccome l’ottimismo non mi si addice, partivo già bene col primo motel che non ce l’aveva), abbiamo speso 40$ a testa. Fatto il check-in, abbiamo piantato i bagagli in stanza, ci siamo riposati mezz’oretta e poi via, verso Santa Monica per la serata. Erano le 19, abbiamo puntato il navigatore che ci dava 20 minuti come tempo di percorrenza. Ottimo. Ci siamo trovati ben presto imbottigliati nel traffico del sabato sera e io mi sono addormentata. Mi sono svegliata un bel po’ dopo e non eravamo ancora arrivati, era passata un’ora ed era quasi buio..C’erano code infinite di macchine ferme ai semafori che avanzavano lentamente e mi sentivo veramente stanca. Ero sveglia da non so quante ore.
Intorno c’erano negozi, luci, gente che camminava. Finalmente arrivati in zona, abbiamo parcheggiato in un silos a pagamento (in realtà le prime 3 ore erano gratis e infatti alla fine non abbiamo pagato nulla) e siamo andati sul lungo oceano che era stracolmo di persone che passeggiavano, c’erano musicisti di strada, camioncini che vendevano cibarie varie, waffle, hot dog…e potevamo già scorgere il famoso luna park sul molo. Quella sera abbiamo saltato la cena perchè era tardi, perchè eravamo morti e di mangiare non ce ne fregava nulla. Io ero anche un po’ stordita dal viaggio e dall’eccitazione. Abbiamo passeggiato fin sul molo, dove c’erano negozi di souvenir, locali per mangiare e bere, l’ingresso del luna park. Era un mondo di luci e di musica. Ad un certo punto del molo, c’è il cartello che indica la fine della Route 66 e già non vedevo l’ora di percorrerne un pezzo, di stare lì su quella strada tanto raccontata in “On the Road” e descritta da Kerouac, e ho pensato alla mia prDSC01384of di letteratura delle superiori, che ci aveva fatto un corso sulla Beat Generation e a quanto sarebbe stato bello poterle raccontare che adesso ero lì. Abbiamo visto anche la spiaggia con le sue torrette e c’erano dei gruppi di ragazzi appollaiati qua e là sulla sabbia e altri che facevano il bagno (tanta stima per loro! Io nell’oceano al buio non ci metterei piede manco sotto tortura! Già ho paura di giorno, ho una fottuta paura degli squali per cui tutti mi prendono per il culo, ma questa è un’altra storia).
Dopo questo giro in notturna, abbiamo ripreso la macchina per tornare in motel e non ho potuto fare a meno di notare la tamarraggine che c’è in giro per LA..sconvolgente! Macchine che “ballano” (si alzano e si abbassano) a ritmo di musica, jeep con led di tutti i colori ovunque, Mustang dai colori improbabili…io che la immaginavo una città raffinata!
Finalmente giunti al motel, ci siamo ritirati nella nostra stanza per andare a dormire.
Complice il fuso orario, alle 4.20 eravamo già tutti svegli a guardare il soffitto. Ma la cosa è stata tipo che mi sono svegliata e mi sentivo fresca e attiva, come se avessi fatto 10 ore di sonno. Bella convinta, prendo il cellulare per appurare che ore fossero e…le 4.20. DOH! Come le 4.20??? Ci mettiamo un po’ a cazzeggiare con il cellulare, un po’ a dormicchiare per cercare di tirare un orario decente e alle 8 decidiamo di uscire per andare a fare un giretto sulla Walk of Fame, che magari a quell’ora è vivibile. Facciamo 4 passi e arriviamo sulla Walk of Fame, che a quell’ora è davvero deserta. C’è solo qualche pazzo e qualchDSC01391e barbone qua e là (per “pazzo” intendo dire “pazzo”, nel vero senso della parola. Cominciamo a percorrere la strada con le stelle, leggendo tutti i nomi e fotografando quelli che più ci ricordavano qualcosa. Alla fine, niente di speciale, anzi, a volerla dire tutta, me l’aspettavo anche più pulita. Sì, lo so che alla fine è un marciapiede ma non pensavo di trovarci sopra strati di terra e fanghiglia..mancava qualche sboccata proveniente da qualche ubriaco frequentatore dei locali che si affacciano lì. La percorriamo fino ad arrivare al Chinese Theatre che è un cinema con l’ingresso che ricorda una pagoda cinese. Anche qui troviamo dei grandi piastrelloni, su ognuno dei quali ci sono le impronte di mani e/o piedi di personaggi famosi. Ci siamo fermati a leggere un po’ qua e là in cerca dei nostri preferiti e io uno l’ho trovato.

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Siamo anche passati al Dolby Theatre a fare le scalinata fino all’ingresso e ai lati della scalinata c’erano delle colonne su cui erano scritti, per ogni anno, tutti i film che avevano vinto l’Oscar come miglior film. A quel punto, abbiamo cominciato ad aver fame e quindi abbiamo scelto il nostro locale per la colazione: Mel’s Drive In (scelto per caso, e poi abbiamo scoperto essere stato il set di alcuni film). 2015-08-16 08.42.43Il locale molto carino, con il juke-box e poltrone in pelle verde scuro. Anche la cameriera che ci ha servito è stata molto cortese e simpatica. Io e la mia amica abbiamo preso un piatto con 3 pancake enormi, con sopra cioccolato fuso, panna e gocce di cioccolato, mentre i ragazzi hanno preso salsicce, uova e bacon. Qui abbiamo pagato sui 20$ a testa, un po’ caretto, ma del resto eravamo praticamente in centro.
Da questa prima iniziazione ai piatti americani, ho subito capito che avrei avuto una sfida per ogni posto dove avrei mangiato: finire tutto. Per fortuna ho un fedele compagno che, in caso di bandiera bianca, è sempre pronto a soccorrermi.
A questo punto, abbiamo preso la macchina e ci siamo diretti al Griffith Observatory per ammirare LA dall’alto. Abbiamo parcheggiato nel piccolo parcheggio che c’è in cima e qui, oltre ad aver osservato targhe automobilistiche personalizzate con nomi discutibili e finte pietre pataccose, abbiamo visto la Hollywood Sign, anche se un po’ di sbieco, e salendo sulla parte superiore dell’osservatorio si può vedere Los Angeles nella sua estensione. Si vede questa immensa distesa di casette, tutte basse e poi in fondo un piccolo agglomerato di grattacieli che si alzano quasi come un muro.DSC01421
Finita la visita della città dall’alto, siamo discesi nuovamente e passando in macchina tra le case/ville di Beverly Hills (sono come quelle che si vedono nei film o nei telefilm, con la stradina che passa davanti a tutte, con la veranda e il garage a lato) ci siamo diretti a Rodeo Drive, tappa obbligata a causa di Pretty Woman. Abbiamo parcheggiato (tra l’altro per pagare il parcheggio, c’è una macchinetta automatica accanto a ogni singolo posto dove si paga comodamente con la carta di credito) e abbiamo fatto un giretto tra i negozi super lussuosi della via: qui è tutto molto pulito, molto curato. E’ il posto ideale per un film: edifici bianchi che risaltano con l’azzurro del cielo, palme alte. Tutto dannatamente perfetto. I negozi erano praticamente vuoti, anche se la strada era piena di gente. Mi sarebbe piaciuto entrare in qualche boutique, per emulare la Roberts e sentirmi un po’ come nel film (nella parte dove viene cacciata fuori), ma poi ho pensato che era meglio lasciar stare.
Ora eravamo pronti per lasciare Los Angeles. Ci siamo rimasti poco e abbiamo visto quelle 4 cose che vedono tutti, niente di particolare e niente che abbia lasciato il segno. Col senno di poi (e cioè di ora), non so se girando altri quartieri o altre zone, avrei potuto aumentare i punti dati a questa città. Complici i pregiudizi di coloro che ci han detto di non perderci tempo (compreso l’amico che è venuto con noi), complice l’eccitazione e la voglia di vedere cos’altro ci aspettava, siamo andati via all’ora di pranzo per avviarci verso il Grand Canyon.
L’impressione che mi ha dato è stata quella di una città che ha da offrire solo “cinema”, stelle e nomi di attori. Probabilmente ci sono stata poco e non ho potuto apprezzare altre cose che invece avrebbero potuto lasciarmi un ricordo diverso, sicuramente c’erano altri posti che avrebbero potuto farmi pensare ” Ehi, Los Angeles però è figa!”. Non che abbia rimpianti, però mi rimane la sensazione di essermi persa qualcosa perchè ripensando a Los Angeles, non riaffiora molto se non l’esaltazione di essere alla prima tappa del grande giro.

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4 risposte a Los Angeles, cinema e…? …

  1. iviaggidimonique ha detto:

    Sai pensavo anche io che LA non avesse nulla da offrire; in tanti mi hanno sempre sconsigliato di vederla, e invece mi è piaciuta! certo ho visto poco di lei, ho dormito in un bellissimo appartamento a Venice beach, e svegliarmi con il profumo del mare è stato fantastico. E poi sarà che passeggiare tra le vie di LA viste in tanti film, mi ha emozionata, e il centro di Downtown merita davvero di essere visto, insomma un 7 più la città degli angeli x me se lo merita. 😉 Buoni Viaggi. Monica i Viaggi di Monique

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    • Sara ha detto:

      Uh, eccoti! Sì, è che un po’ ci siamo fatti condizionare da chi ci era già stato, un po’ il poco tempo a disposizione visto tutto il giro che ci aspettava, forse non abbiamo dedicato il giusto tempo. Infatti, poi, ho continuato a pensarci….ma va beh, ormai era andata! Sarà per la prossima volta…grazie per avermi lasciato la tua esperienza, ne farò tesoro se dovessi tornarci 🙂

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